Dalle glorie dell’impero alla decadenza degli anni Venti e Trenta, dal trauma della guerra all’atmosfera romantica e nostalgica della Vienna contemporanea: ecco una breve lista di libri e film che vi faranno scoprire e comprendere questa bellissima città.
1. Doppio sogno di Arthur Schnitzler, 1926
Attraverso un’ironica e amara rappresentazione di una borghesia decadente immersa in languide atmosfere viennesi, Arthur Schnitzler racconta il senso di smarrimento seguito al crollo dell’Impero asburgico.
In Doppio sogno la conversazione tra il dottor Fridolin e la moglie Albertine sulle loro avventure e fantasie più segrete porta ad una serie di eventi in bilico tra sogno e realtà. La coppia vive a Josefstadt, il quartiere a ridosso dell’università. Da qui inizia l’avventura notturna di Fridolin, il protagonista della novella, che “s’infilò in una caffetteria dall’aria modesta, permeata della tradizionale intimità viennese”. Man mano che procediamo con la lettura seguiamo i passi di Fridolin che vaga per le strade della Vienna degli anni Venti, attraversando più volte la piazza del municipio, il famoso Rathaus.
Doppio sogno è un viaggio liberatorio negli abissi della coscienza tra personaggi enigmatici e eventi misteriosi in cui il lettore stesso non riesce a orientarsi, ma da cui si lascia comunque trascinare.
L’opera è basata, per tutta la sua durata, sul monologo interiore. Momentanei e slegati flussi di coscienza e associazioni di idee fanno del protagonista un groviglio di sensazioni improvvise. Fridolin è un personaggio disintegrato che riassume in sé la crisi dell’impero, fatto di contraddizioni e mancanza di un solido fondamento.
Doppio sogno nel 1999 è diventato un film dal titolo Eyes Wide Shut, diretto da Stanley Kubrick. Con l’interpretazione dell’icona coppia formata da Nicole Kidman e Tom Cruise, Kubrick ha trapiantato il racconto di Arthur Schnitzler nella New York degli anni Novanta.
2. La cripta dei cappuccini di Joseph Roth, 1938
Se Schnitzler descrive con pungente ironia una società fatta di ipocrisia e crisi morale in un’epoca di irreparabile decadenza, Joseph Roth, con tono desolato e nostalgico, rievoca l’atmosfera leggera e malinconica che dominava l’aristocrazia alla vigilia del crollo dell’Impero.
Ne La cripta dei cappuccini viene narrata la vita del giovane Trotta, rampollo di una famiglia viennese di origine slovena, il quale passa i suoi giorni con l’unica preoccupazione di sperperare denaro e perdere tempo in compagnia di giovani nobili sfaccendati e d’animo superficiale. “Amavamo la malinconia con la stessa leggerezza con la quale amavamo il piacere.” racconta il giovane Trotta.
Solo dopo l’esperienza della guerra emergerà nel protagonista la consapevolezza della vanità e dell’insensatezza di tutte quelle piccole cose che prima costituivano le fondamenta della sua agiata vita da nobile. Con il crollo dell’impero scompare la garanzia di una vita ferma e sicura, e svanisce il piacere di vivere d’ogni giorno. E l’amore per una vita vissuta in nome dello sperpero e del divertimento, sotto la protezione della Corona asburgica, si trasforma in rimpianto per una morte mancata.
“La grande guerra è chiamata “guerra mondiale” a mio parere giustamente, non tanto perché è stata condotta da tutto il mondo, quanto perché a causa sua abbiamo perso un intero mondo, il nostro mondo.”
3. Il terzo uomo di Carol Reed, 1949
«In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerra, terrore, omicidio, strage ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, con cinquecento anni di amore fraterno, democrazia e pace cos’hanno prodotto? L’orologio a cucù.» Questa frase dal gusto dolceamaro è la più celebre del film Il terzo uomo, in cui ammiriamo una Vienna sontuosa ma decadente, devastata dalla Seconda Guerra Mondiale.
Il terzo uomo, interamente girato nella capitale austriaca, è un classico della cinematografia, una pietra miliare per il genere noir. In una Vienna ridotta in rovine e occupata dalle forze alleate, assistiamo ad una storia al limite del thriller. Il protagonista, Holly Martins, si reca a Vienna per un’occasione lavorativa offertagli dall’amico Harry Lime, interpretato da Orson Wells. Quest’ultimo risulta però deceduto in circostanze misteriose, almeno finché il protagonista non lo trova, vivo, e scopre le sue attività criminali che lo costringevano a nascondersi dalla società. Il culmine del film è il celebre inseguimento all’interno delle fogne della città, in cui tutt’oggi vengono organizzati tour per gli amanti del film.

Fotogramma da Il terzo uomo
Tra i luoghi che fanno da sfondo alle ricerche di Holly Martins vediamo la ruota panoramica del Prater, la cancellata in ferro battuto del Belvedere superiore, il municipio, la chiesa di Maria Am Gestade e il lussuoso Hotel Sacher.
4. Prima dell’alba di Richard Linklater, 1995
Per dare uno sguardo ad una Vienna più contemporanea e libera dal peso della storia il film da guardare è senz’altro Prima dell’alba. Qui Vienna non solo è il teatro di una storia d’amore tra un giovane americano e una ragazza francese, ma è un vero e proprio personaggio del film.
Nel corso della storia i due protagonisti si conoscono e si innamorano l’uno dell’altra, ma allo stesso tempo esplorano e si innamorano di Vienna. La città regala ai due una manciata di ore felici, frutto di un gesto impulsivo della ragazza, che salta giù dal treno giunto a Vienna per seguire il ragazzo appena conosciuto. Entrambi però sanno che questa eccitante avventura finirà prima dell’alba.
Gran parte delle scene è stata girata per le strade della città e mentre guardiamo il film è come se scendessimo alla stazione dei treni vicino al ponte Zollamtssteg, passassimo per il Prater con alle spalle l’iconica ruota panoramica, per gli storici caffè viennesi come il Kleines Cafe, e ancora per Maria Theresien Platz e facessimo una capatina al cimitero Friedhof der Namenlosen di Albern.
A Prima dell’alba sono seguiti due film, continuazione di questa storia d’amore: Prima del tramonto, uscito nel 2004 e ambientato a Parigi, e Before Midnight, uscito nel 2013 e ambientato in Grecia. Nessuno dei due sequel ha però avuto il successo del primo capitolo della trilogia, forse in parte perché la magia dell’atmosfera viennese è difficile da eguagliare.

Fotogramma da Prima dell’alba
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