Cinque borghi abbandonati che dovreste vedere almeno una volta nella vita. Un viaggio tra storie e leggende da non perdere

L’Italia ospita oltre mille borghi abbandonati, luoghi sospesi nel tempo che raccontano storie di antiche comunità, spesso svuotate da frane, migrazioni interne o mutamenti economici. Questi “paesi fantasma” sono sparsi lungo tutta la Penisola, dall’entroterra alpino fino alle coste meridionali, e rappresentano un patrimonio culturale e paesaggistico affascinante e unico. Tra questi spiccano alcune gemme dall’atmosfera quasi magica, che ancora oggi attirano visitatori in cerca di esperienze autentiche e suggestive.

Nel cuore della Basilicata, a circa 390 metri sul livello del mare, si erge Craco, un antico borgo medievale che oggi conta appena 574 abitanti nel territorio comunale, ma il suo centro storico è una vera e propria città fantasma. La sua storia è segnata da una frana del 1963 che ha costretto la maggior parte della popolazione a trasferirsi nella nuova località di Peschiera, situata a valle. Originariamente fondato nell’VIII secolo a.C., probabilmente come rifugio per coloni greci fuggiti dalla malaria, Craco è stato un importante centro strategico nel Medioevo, con un imponente torrione normanno a difesa della valle.

Il centro antico, oggi abbandonato, conserva monumenti di grande valore come la chiesa madre e i palazzi signorili Maronna, Grossi, Carbone e Simonetti, testimoni di un passato glorioso. La fama di Craco si è rinnovata grazie al cinema: registi di fama mondiale hanno scelto questo borgo come set naturale per film di grande successo, tra cui “La passione di Cristo” di Mel Gibson e “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo. Nonostante le difficoltà legate a frane e terremoti, Craco Vecchia è oggi una meta turistica e culturale, con visite guidate che permettono di immergersi in un paesaggio surreale dominato dai calanchi e dal silenzio.

Civita di Bagnoregio: la città che muore tra i calanchi

Nel Lazio, a 443 metri di altitudine, sorge Civita di Bagnoregio, definita dalla letteratura e dal turismo come “la città che muore”.

5 borghi abbandonati che vale la pena visitare

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Questo piccolo borgo, che conta una manciata di residenti, è adagiato su una collina tufacea circondata dalla valle dei calanchi, un territorio soggetto a un’erosione costante e severa. L’unico accesso è un ponte pedonale in cemento armato, costruito nel 1965, che collega il paese al resto del mondo.

Fondata oltre 2500 anni fa dagli Etruschi, Civita conserva un impianto urbanistico di origine etrusca e romana, con testimonianze archeologiche di rilievo come la necropoli di San Francesco Vecchio e la grotta etrusca di San Bonaventura. Il centro storico è caratterizzato da edifici medievali e rinascimentali, tra cui la chiesa di San Donato, che custodisce un pregiato crocifisso ligneo, e il Palazzo Alemanni, sede del Museo Geologico e delle Frane.

Oggi Civita è meta di turismo culturale e naturalistico, con eventi tradizionali come il Palio della Tonna e il Presepe Vivente. La sua posizione panoramica e l’atmosfera sospesa nel tempo offrono un’esperienza unica, anche se il destino del borgo è segnato da un lento ma inesorabile declino dovuto all’erosione del terreno.

Altri borghi fantasma di grande fascino

Oltre a Craco e Civita di Bagnoregio, l’Italia custodisce altri borghi abbandonati che raccontano storie di vite passate e di paesaggi mozzafiato:

  • Savogno, in Lombardia, raggiungibile solo dopo una salita di quasi 3000 gradini, è un piccolo villaggio montano immerso in un contesto naturale di grande suggestione, che ricorda le ambientazioni di film di culto come “Kill Bill”.
  • Monterano, situato tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, conserva rovine di epoca medievale e barocca, arricchite da opere del giovane Bernini. Il borgo ha ospitato le riprese di celebri film come “Ben Hur” e “Il Marchese del Grillo”.
  • Pentedattilo, in Calabria, prende il nome dalla caratteristica formazione rocciosa a forma di mano con cinque dita, simbolo di una storia millenaria. Dopo un lungo abbandono, negli ultimi anni sono nate iniziative di recupero turistico e culturale che fanno sperare in una rinascita del borgo.
  • Consonno, vicino a Lecco, è noto come il “paese dei Balocchi” mai nato: un ambizioso progetto degli anni ’60 mirava a trasformarlo in una Las Vegas lombarda, ma una frana ha bloccato lo sviluppo, lasciandolo come un luogo surreale e teatro di eventi notturni come rave e feste clandestine.

Questi borghi fantasma rappresentano una parte preziosa del patrimonio italiano, testimonianze di epoche passate e di una natura che lentamente riconquista gli spazi abbandonati dall’uomo, offrendo scenari di rara bellezza e atmosfere cariche di mistero.