In un angolo d’Italia esiste un luogo che sorprende già al primo sguardo: un borgo sospeso tra storia, paesaggi e tradizioni ancora vive.
In Italia esistono borghi che sembrano fermarsi nel tempo, ma ce n’è uno che, più di molti altri, offre un colpo d’occhio capace di lasciare senza parole. Qui le case sembrano arrampicarsi una sull’altra, seguendo il profilo di una collina perfettamente conica. Mentre attorno si apre uno dei paesaggi montani più suggestivi del Paese.
È un luogo che appare come un presepe vivente in ogni momento dell’anno, un intreccio di vicoli e pietra che racconta molto più di quanto si possa immaginare a un primo sguardo.
Un borgo-presepe tra i monti del Pollino
Morano Calabro, incastonato ai piedi del Pollino, è un dedalo affascinante di case grigie, tetti rossi e finestre strette. La prima impressione è quella di un paese sospeso, dove sembra quasi impossibile che tra le abitazioni ci siano vie percorribili. E invece il borgo si rivela un labirinto di vicoli, sottopassi, archi e scalinate che conducono verso l’alto, fino alla chiesa e al Castello Normanno.
Alle spalle, a dominare il panorama, si innalzano il Monte Pollino, Serra Dolcedorme e Serra del Prete: un contrasto potente tra le tonalità fredde della pietra e l’imponenza del massiccio montano. Il Pollino, chiamato da alcuni il Monte di Apollo, accompagna la vita del borgo con le sue stagioni: verde e fresco d’estate, bianco e gelido d’inverno, quando la neve sorprende chi associa la Calabria solo al mare.
Non è un caso che Morano abbia affascinato anche l’artista olandese Escher, che rimase colpito dalla verticalità delle case e le immortalò in una xilografia. E quando la sera arriva e le luci iniziano a brillare sulle facciate, l’atmosfera da presepe diventa ancora più evidente. Uno spettacolo che si può osservare dalla terrazza del Convento dei Cappuccini, uno dei punti panoramici più belli.

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Visitare Morano significa anche perdersi tra i suoi rioni storici. San Pietro (o Castello), San Nicola (o Giudea) e Maddalena (o Olmi). Camminando lungo Via Domenico Cappelli si incontrano botteghe, portoni monumentali, fotografie d’epoca appese ai muri e tracce della storia di chi ha vissuto qui. Anche di coloro che partirono nell’emigrazione di fine ’800 verso Colombia e Brasile.
Immancabile una tappa alla Collegiata di Santa Maria Maddalena, riconoscibile dalla cupola maiolicata verde e ocra. E alla Chiesa dei Gloriosi Santi Apostoli Pietro e Paolo, da cui si ammira un panorama incantevole.
Tradizioni antiche come la parciavutta dell’8 dicembre, il Presepe Vivente, la Notte dei lumi e feste come quella della Bandiera rendono il borgo ancora più vivo e radicato alla propria identità.
Morano Calabro non è solo un luogo da visitare: è un borgo che resta nel cuore, un piccolo presepe autentico incorniciato dal Pollino.