Seguiteci in questo percorso per esplorare 15 luoghi segreti di Milano, posti poco turistici ma che esprimono la vera essenza di questa città, così cosmopolita e internazionale, dalla storia millenaria e travagliata.
1. Quartiere Giardino
Il Villaggio Operaio di via Lincoln
Burano si trova a Milano. Certo questo è solo un gioco di parole, ma le similitudini non si esauriscono nella rima. Nel centro di Milano, a 15 minuti da Piazza San Babila, sorge questa piccola oasi di case colorate che ricordano la celebre isola della laguna di Venezia o Notting Hill a Londra.
La storia di questo quartiere è simbolo della vocazione industriale e operaia di Milano. Nel 1889 una cooperativa edilizia decise di creare un quartiere a misura d’uomo, in cui dare alloggio ai numerosi operai della zona, uno dei primi tentativi di vera edilizia popolare. Sorse così il Quartiere Giardino, divenuto noto anche con il nome di “Quartiere arcobaleno”.
L’arrivo della guerra mondiale ne ostacolò l’espansione e il villaggio rimase un pugno di case isolate, i cui proprietari però nel corso degli anni fecero a gara per abbellirlo colorando le case con i colori più sgargianti possibili. Oggi resta il ricordo di un progetto di equità sociale nonché un’isola felice nel centro della frenetica Milano.
Non esiste un sito ufficiale, ma come puoi immaginare il posto risulta estremamente fotogenico e instagrammabile, prova a dargli un’occhiata!

Quartiere Giardino di via Lincoln.
Come arrivarci
2. Residenza Vignale
Un esempio di Liberty viennese a Milano
Ecco un bellissimo esempio di residenza in stile Liberty costruita nei primi anni del secolo scorso, nel 1905. La facciata unisce elementi di gusto viennese e milanese e ricorda la vocazione mitteleuropea di Milano, dove lo stile della belle époque incontrò l’amore per il bello tipico del nostro paese.
Curiosità: la villa venne costruita da un principe austriaco innamorato di una giovane ragazza di Milano e desideroso di vivere accanto a lei. Non sappiamo purtroppo se l’amore venne corrisposto. La villa, restaurata nel 2002, ospita numerosi eventi e congressi durante tutto l’anno e in numerose occasioni speciali (ad esempio le giornate del FAI ) permette la visita libera. Per ulteriori informazioni clicca qui.

Un magnifico interno della residenza Vignale.
Come arrivarci
3. Orto botanico di Brera
Il National Geographic del XIX secolo
Voluto direttamente dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria nel 1774, l’orto botanico di Brera, posto nel cuore del quartiere più hipster di Milano e a fianco della celebre Accademia di Belle Arti, ospita al suo interno più di 300 specie botaniche differenti su una superficie di 5.000 metri quadrati.
Costruito inizialmente con lo scopo didattico di servire gli studenti della facoltà di medicina e farmacia per mostrare e conoscere specie di fiori e piante esotiche, col tempo venne dimenticato e abbandonato fino al restauro definitivo del 1998.
Oggi l’ingresso è gratuito. Al suo interno è possibile osservare uno dei più vecchi Ginkgo Biloba presenti in Europa, una specie così antica da essere curiosamente considerata un “fossile vivente” da Darwin (cioè quelle specie animali e vegetali dalle origini antichissime, contemporanee o addirittura precedenti l’epoca dei dinosauri ma esistenti ancora oggi).
Per consultare gli orari di apertura clicca qui.

Una veduta dell’orto botanico di Brera.
Come arrivarci
4. Biblioteca Braidense
I grandi della letteratura italiana si trovano a Milano
Terza biblioteca italiana per patrimonio librario, la Braidense è la biblioteca più spettacolare di Milano. Ancora una volta fu l’imperatrice Maria Teresa a volerne la costruzione, testimonianza dell’attenzione che la sovrana austriaca realmente aveva nei confronti del mondo culturale interno all’Impero Asburgico.
La biblioteca ha sede nel monumentale Palazzo di Brera, la cui costruzione avvenne nella seconda metà del ‘600 e che ha sede al centro dell’omonimo quartiere, frequentato da studenti della vicina Accademia di Belle Arti. Le sale che costituiscono la Braidense trasmettono la sensazione di trovarsi all’interno di un vero museo settecentesco, circondati da libri antichi e moderni.
Nella biblioteca sono custoditi anche 2.367 manoscritti e 40.000 autografi, fra cui quelli di alcuni dei massimi letterati italiani. Nella Braidense sono infatti custoditi alcuni scritti originali di celebri autori come Foscolo e Pascoli, nonché la grande raccolta manzoniana (contenuta nell’omonima sala manzoniana) con il manoscritto della prima edizione dei Promessi Sposi del 1821.
Per il sito ufficiale della Biblioteca Braidense clicca qui.

Una delle magnifiche sale della Braidense.
Come arrivarci
5. Fornace Curti di Milano
La fornace che ha costruito Milano
Unica fornace per il cotto attiva ancora oggi a Milano, la Fornace Curti è una vera istituzione cittadina, presente a Milano fin dal 1400. Nel corso dei secoli la fornace ha cambiato diverse sedi, stabilendosi nel suo luogo attuale nei primi anni del ‘900.
La Fornace Curti ha prodotto e ristrutturato i cotti per numerosi monumenti celebri di Milano e non solo: dalla Ca’ Granda all’Abbazia di Chiaravalle, da Santa Maria delle Grazie al Duomo di Monza. La produzione di cotti per la costruzione è un elemento tipico di Milano data la grande abbondanza di argilla nei dintorni della città, e difatti questo è un materiale di costruzione che è facilmente ritrovatile in molti dei palazzi e delle chiese del capoluogo lombardo.
La fornace non vive solo di storia. Come abbiamo già scritto è ancora attiva e perfettamente funzionante, e presenta ancora oggi un catalogo che spazia dai vasi all’edilizia al cotto in cucina. Un ottimo modo per decorare la propria casa con un pezzo di storia di Milano.
Per consultare il sito ufficiale della fornace clicca qui.
Per prenotare una visita guidata alla fornace (durata: due ore; costo: 14 euro) clicca qui.

La Fornace Curti con diversi cotti di sua produzione.
Come arrivarci
6. Archivio e sepolcreto della Ca’ Granda
Un mondo dei morti sotto il mondo dei vivi
L’Ospedale della Ca’ Grande, ex Ospedale Maggiore, è oggi la sede dell’Università degli Studi di Milano. Costruito nel 1456 per volontà di Francesco Sforza è popolato quotidianamente da migliaia di studenti che si affannano fra lezioni ed esami universitari. Pochi di loro però sanno di trovarsi di fianco ad un tesoro dal valore inestimabile: il grande archivio della Ca’ Granda, aperto finalmente al pubblico nel 2018, luogo dall’enorme valore artistico e che custodisce migliaia di documenti storici.
Il sepolcreto, sottostante la cripta della Chiesa della Beata Vergine Annunciata e adiacente all’archivio, custodisce invece le ossa di circa 150.000 pazienti dell’ospedale Maggiore morti nel corso del XVII secolo. Qui sono stati anche ospitate le spoglie degli eroi delle Cinque Giornate di Milano (poi trasportate nel monumento dell’omonima pizza), i cui nomi sono ancora leggibili sui pilastri e sulle pareti interne.
Per prenotare una visita guidata della durata di un’ora e mezza clicca qui.

Uno dei famosi chiostri della Ca’ Granda, oggi Università degli Studi di Milano.
Come arrivarci
7. Giardini della Guastalla
Un parco cinquecentesco nel centro di Milano
Ancora vicino all’Università degli Studi di Milano si trovano i Giardini della Guastalla, fra i più piccoli ma anche fra i più antichi giardini pubblici di Milano. Il parco nacque come giardino privato del Collegio della Guastalla addirittura nel 1555, ma fu solo nel 1939 che questi giardini vennero espropriati dal comune di Milano e aperti al pubblico.
All’interno dei giardini si trova una pregevole vasca peschiera ed un’edicola del seicento, diverse statue in terracotta policroma e un tempietto in stile neoclassico milanese.
Curiosa la storia della persona a cui si deve la costruzione di questi giardini, Ludovica Torelli contessa della Guastalla. Giovane vedova dedita alla vita dissoluta e alle feste, presto iniziò però a circondarsi di giovani fanciulle cadute in disgrazia in un percorso di conversione religiosa che la portò a cambiare il proprio nome in Maria Pia e a fondare il Regio Collegio della Guastalla grazie al supporto di Filippo II, re di Spagna e all’epoca signore di Milano.
Il giardino è accessibile gratuitamente. Per consultare gli orari di apertura dal sito del comune di Milano clicca qui.
Come arrivarci

La bellissima piscina centrale nei Giardini della Guastalla.
8. Casa Manzoni
Dove è nato l’italiano moderno
Lo scrittore milanese per eccellenza, è cosa nota, è Alessandro Manzoni. In questa casa Manzoni visse dal 1814 (quando vi si trasferì all’età di 30 anni) fino alla morte nel 1873. Quasi 60 anni di vita, lavoro e passioni del padre dell’italiano moderno si sono svolti fra queste mura.
Oggi Casa Manzoni, al civico 1 di via Morone, in pieno centro di Milano a due passi dal Duomo, offre un accurato percorso museale suddiviso in dieci sezioni che propongono altrettanti itinerari nella vita e nell’opera dello scrittore. Nel museo sono conservate numerose edizioni preziose delle sue opere, oltre a numerosi autografi in cui sono visibili le sue stesse annotazioni.
Piuttosto curiosa è la camera da letto dello scrittore milanese, rimasta tale e quale a come la lasciò lui stesso. La camera sorprende per la semplicità dell’arredamento, inaspettata per un personaggio che nel momento della morte era non solo il più celebrato scrittore italiano contemporaneo, ma anche senatore a vita del recente Regno d’Italia. Riuscite a immaginare la stessa sobrietà nella camera da letto di un moderno politico italiano? Erano davvero atri tempi.
Per consultare il sito ufficiale di Casa Manzoni clicca qui.
Come arrivarci

Casa Manzoni risalta in modo evidente nel suo contesto urbano.
9. Giardino di Villa Necchi Campiglio
Per bere un caffè dal sapore liberty
Superata porta Venezia e lasciato alle spalle il caos di Corso Buenos Aires, passato l’enorme arco del palazzo della Società Buonarroti-Carpaccio-Giotto, i rumori della città scompaiono come per magia. Siete entrati nel cosiddetto Quadrilatero del Silenzio, una piccola area della città incredibilmente silenziosa e ricca di palazzi liberty, ville e giardini.
Lì si trova una delle ville più belle di Milano, Villa Necchi Campiglio, completata nel 1935 per la ricca famiglia industriale milanese dei Necchi-Campiglio. La villa stessa merita indubbiamente una visita per poterne ammirare gli interni in stile art decò, lussuosi e raffinati, testimonianza di una borghesia industriale che contribuì in modo significativo alla crescita di Milano nei primi decenni del secolo scorso. Le immagini parlano da sole.
Una vera perla è però il giardino, che conteneva addirittura un campo da tennis e una piscina riscaldata, la seconda in città e la prima privata. Alberi secolari, camelie, gerani e magnolie creano un atmosfera magnifica in primavera, ma anche in inverno il giardino mantiene il proprio fascino grazie alla serra che ospita una splendida caffetteria tutta vetri e sedie verdi. Qui ci si può fermare per bere un veloce caffè, un aperitivo milanese o addirittura un piccolo pranzo osservando dalle sue vetrate l’intero giardino.

Villa Necchi Campiglio e la sua celebre piscina.
Come arrivarci
10. Albergo Diurno Venezia
Un mondo sotterraneo molto trafficato
Il sottosuolo delle grandi città contiene spesso sorprese incredibili. Nel sottosuolo di Piazza Oberdan, in zona Porta Venezia, c’è addirittura un albergo! Non si tratta di un albergo destinato ai turisti ma, inaugurato nel 1926 con il nome di Albergo Diurno Metropolitano (diurno poiché aperto dalle 7.00 alle 23.00), si trattava di una struttura destinata alla cura e all’igiene del corpo in un periodo in cui la maggior parte delle case ancora non possedeva adeguati servizi igienici.
Qui i milanesi potevano trovare un rifugio sicuro dove ritemprarsi al ritorno da un viaggio o dopo una lunga giornata di lavoro. Nell’Albergo Diurno Venezia trovavano luogo delle strutture termali oltre che negozi di barbieri, parrucchieri e manicure. Altri servizi presenti erano il telefono (una rarità al tempo avere un telefono in casa), un’agenzia viaggi, un servizio di dattilografia e anche una lavanderia, oltre a piccoli negozi di artigianato locale. Al contrario di quanto si possa pensare, il Diurno continuò i propri servizi per molti decenni, andando progressivamente a svuotarsi fra gli anni’80 e la metà degli anni ’90, ma chiuse definitamente solamente nel 2006!
Oggi il Diurno ospita occasionalmente mostre di arte contemporanea ed è periodicamente oggetto di visite guidate del FAI. Lo splendore degli interni originali in art decò, risalenti agli anni ’20, è ancora tutto intatto e visitarlo permette di sentirsi come in un film sulla belle époque, fra piastrelle in vetro e ceramica riccamente decorate, ampi saloni e spazi commerciali nei quali è passata buona parte della cittadinanza milanese del secolo appena trascorso.
Per trovare altre informazioni sull’Albergo Diurno Venezia attraverso il sito del FAI clicca qui.

I magnifici interni liberty dell’Albergo Diurno Venezia.
Come arrivarci
11. Santuario di San Bernardino alle Ossa
Per chi non ha paura di macabre leggende
Nel cuore di Milano ecco uno dei luoghi più misteriosi della città, dove il macabro si fonda con la grazia del rococò. La ragione è semplice: la decorazione sulle pareti dell’ossario è costituita da ossa e teschi umani, incastonati tra nicchie, porte e pilasti in un inquietante motivo decorativo.
Le origini della Chiesa risalgono al XII secolo con la costruzione dell’Ospedale di San Barnaba in Brolo e l’edificazione di un cimitero per dare un ultimo rifugio ai defunti. Molto presto però il cimitero risultò inadeguato per le esigenze dell’ospedale, e col tempo le ossa dei pazienti vennero accumulate in una camera costruita per questo scopo. Presto il controllo passò ai monaci del particolare ordine dei Disciplini, dediti al culto dei morti e all’autoflagellazione i quali, a seguito del crollo del campanile nel 1642, decisero di riedificare la chiesa ed il suo ossario con uno stile memorabile e, probabilmente, unico.
Come è facile immaginare sono molte le storie e le leggende nate attorno a questo ossario. Una delle più celebri narra della presenza di uno scheletro integro di una ragazzina sul lato sinistro dell’altare. Questo scheletro, sempre secondo la leggenda, prenderebbe vita ogni anno la notte di Ognissanti, trascinando con sé molti altri scheletri che si ricomporrebbero magicamente proprio in quella notte, dando il via a una macabra danza dei morti.
Se siete persone particolarmente avventurose provate a passare vicino all’ossario nella notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre e tendete l’orecchio. Forse non sentirete nulla, ma se sentirete rumore di ossa che ballano saprete già qual è il motivo!
Per consultare il sito del Santuario di San Bernardino alle Ossa clicca qui.

Gli inquietanti interni del Santuario di San Bernardino alle Ossa.
Come arrivarci
12. Rotonda della Besana
Un porticato barocco fra palazzi moderni
Un’altra struttura di tipo religioso assai curiosa si trova quasi in pieno centro di Milano. Parliamo della Rotonda della Besana, un complesso cimiteriale tardo barocco costruito nel XVIII secolo caratterizzato da una chiesa centrale a forma di croce greca e da un ampio porticato che ne delimita il perimetro.
La chiesa, presto sconsacrata, fu utilizzata nel corso dei secoli in vari modi: caserma, fienile e lavanderia. Dopo un lungo periodo di degrado fu acquistata dal Comune di Milano e viene utilizzata oggi come spazio espositivo per mostre temporanee, mentre il porticato fornisce riparo dalla pioggia in inverno e dal calore dell’estate ai cittadini milanesi che cercano un momento di tranquillità dalla frenesia del capoluogo milanese.
Il porticato è l’elemento che più conquista l’occhio del turista. È costituito da quattro esedre con un andamento ondulatorio e offre scorci davvero suggestivi e molto fotogenici, con volte a crociera e arcate che danno verso la chiesa posta al centro. Assicuratevi di visitarla con un buon obiettivo grandangolare o impegnatevi a fare foto panoramiche con i vostri smartphone: il risultato sarà sorprendente!
Per scoprire qualche informazioni in più sulla Rotonda della Besana clicca qui.

Veduta aerea della Rotonda della Besana.
Come arrivarci
13. Casa degli Atellani e Vigna di Leonardo
Se volete bere il vino di Leonardo Da Vinci (o dormire in casa sua)
Nel 1490 Ludovico il Moro, signore di Milano, regala al nobile Signor Giacometto di Lucia dell’Atella, probabilmente originario della Basilicata e suo cavaliere e intimo scudiero, due case vicine. Per tutto il periodo sforzesco le due case sono al centro della vita mondana Milanese per poi passa di mano in mano da una famiglia nobiliare all’altra. Negli anni ’20 del secolo scorso il celebre architetto Piero Portaluppi le acquista per farne la propria residenza e le unisce in un’unica casa dal forte richiamo rinascimentale.
Oggi, dalla Casa degli Atellani sono stati ricavati sei appartamenti turistici dall’incredibile fascino (e dal costo non indifferente) per ricchi turisti o per chi voglia soggiornare in un luogo incredibilmente ricco di storia.
In questa casa, infatti, ha soggiornato addirittura Leonardo Da Vinci nel periodo in cui lavorava all’Ultima Cena, iniziata nel 1495 su commissione di Ludovico il Moro, duca di Milano, nella vicina chiesa di Santa Maria delle Grazie (raggiungibile in 15 minuti a piedi). Di fianco alla Casa degli Atellani lo stesso Ludovico il Moro donò a Leonardo una vigna ampia 16 pertiche.
Possiamo facilmente immaginare Leonardo che, tornando a casa dopo una lunga giornata di lavoro passata ad affrescare l’Ultima Cena, si rilassa curando la sua vite. Addirittura nel proprio testamento, nel 1519, Leonardo citerà la sua amata vite, passata attraverso mille peripezia e sopravvissuta ad un’invasione dell’esercito francese. Nel 2015, in occasione dell’EXPO di Milano, sono stati svolti studi scientifici sul DNA dei resti vegetali presenti nella zona che hanno permesso di identificare sia la varietà di vitigno coltivata 500 anni fa da Leonardo sia la posizione esatta della vite. È stato così possibile ricrearla esattamente così com’era, dando il via a un interessante progetto enogastronomici che merita indubbiamente una visita.
Per vedere il sito ufficiale della Viglia di Leonardo e della Casa degli Atellani clicca qui.

La bellezza dei giardini della Casa degli Atellani.
Come arrivarci
14. Cripta del Santo Sepolcro di Milano
Dove la Milano medievale incontra la Mediolanum romana
Milano, per eccellenza la più moderna, tecnologica e industrializzata fra le città italiane, per chi sa dove andare a cercare è ricca anche dei segni di epoche antiche. Fondata dai celti con il nome di Midlan, divenne successivamente l’importante Mediolanum di epoca romana.
Come tutte le città romane presentava una struttura fondata sull’intersezione di cardo e decumano (oggi non più visibili nella moderna planimetria cittadina) e aveva un importante foro cittadino, centro della vita pubblica romana, che sorgeva nel punto di incrocio fra le due arterie principali dell’epoca. Esattamente in questo punto venne costruita fra l’XI e il XIII secolo la chiesa del Santo Sepolcro, luogo mistico di preghiera definito da San Carlo Borromeo “palestra dello Spirito Santo”, la cui cripta contiene -si dice- terra e reliquie provenienti da Gerusalemme a seguito della riconquista dei crociati. La Chiesa stessa venne infatti pesantemente rimaneggiata a seguito dei successi della prima crociata (che conquistò Gerusalemme nel 1099) in modo da assomigliare alla chiesa del Santo Sepolcro costruita dai crociati in Terra Santa.
L’elemento più interessante è però senza dubbio la sua cripta, ristrutturata e riaperta finalmente al pubblico nel 2009. Il pavimento della cripta è infatti costituito dalla pavimentazione originaria in lastre di marmo di epoca augustea (e quindi vecchie quasi 2000 anni!) che costituivano la pavimentazione originaria del foro romano, centro della vita pubblica cittadina ai tempi dei cesari di Roma.
Il fascino mistico-religioso di questo posto è incredibilmente evocativo, luogo poco noto ma assolutamente da non perdere in una visita alla ricerca dei segreti perduti del capoluogo lombardo.
Per trovare più informazioni sulla Chiesa del Santo Sepolcro e la sua cripta clicca qui (costo di 11 euro, comprensivo di visita alla cripta e al foro romano).

Il respiro della storia nella Cripta del Santo Sepolcro.
Come arrivarci
15. Binario 21 – memoriale della Shoah di Milano
Perché l’orrore non vada mai dimenticato
Nel sottosuolo di Milano c’è posto, purtroppo e drammaticamente, anche per il ricordo dell’orrore. Sotto la Stazione Centrale, in corrispondenza del binario 21, nel 2013 (con colpevole ritardo) è stato inaugurato il memoriale della Shoah. La posizione non è casuale: da questo binario, in precedenza destinato ad uso postale, fra il 1943 e il 1945 migliaia di perseguitati per motivi politici e religiosi furono deportati verso i campi di concentramento.
I treni erano divisi fra perseguitati non ebrei (diretti a Mathausen, Bergen-Belsen e Fossoli, campo di concentramento in Emilia-Romagna) e perseguitati ebrei, diretti verso le porte dell’orrore di Auschwitz. La segretezza di queste operazioni è testimoniata dalla posizione nascosta di questo binario, a cui si accede tramite una porta in via Ferrante Aporti (a lato della Stazione Centrale), che conduce sotto il manto stradale. I nomi degli scomparsi, inevitabilmente un elenco incompleto e sommario, sono scritti sul “Muro dei Nomi” all’interno del memoriale; fra di loro non c’è fortunatamente quello di Liliana Segre, senatrice a vita, partita da questo binario il 30 gennaio del 1944 in un convoglio con altri 605 ebrei. Fecero ritorno in 22.
Le visite possono essere sia libere che guidate, individuali o a gruppi. Come tutti i memoriali della Shoah l’impatto emotivo è forte e lascia indelebilmente il segno nel visitatore, ma la funzione didattica di questo luogo è decisiva. Tutti noi, milanesi e non, dovremmo recarci in visita per conoscere e ricordare la storia di quanti partirono per non fare mai ritorno, colpiti dall’odio razziale e dall’indifferenza comune.
Per consultare il sito ufficiale del Memoriale della Shoah clicca qui.

Il Binario 21 colpisce direttamente il visitatore.
Come arrivarci
Guide, tour e attività a Milano
MILANO LIBERTY FREE TOUR

Durata: 2 ore e mezza
Costo: prezzo a scelta libera
Un tour alla scoperta della Milano liberty. Partenza da Piazza Venezia con tappe ai Giardini Montanelli e Palazzo Castiglioni. Si andrà poi alla scoperta di bellissime ville liberty.
TOUR DEL QUARTIERE BRERA

Durata: 2 ore
Costo: 57 euro per adulto
Alla scoperta di uno dei quartieri più caratteristici di Milano. Passeggerai nelle sue stradine e contemplerai i capolavori della Pinacoteca! Il biglietto per la Pinacoteca è compreso!
BIGLIETTO LE TERRAZZE DEL DUOMO

Costo: da 17,50 euro a persona
L’ingresso per salire sul tetto del Duomo, da dove si vede una vista spettacolare da uno dei punti panoramici più belli di Milano. Un’emozione immancabile per chi visita la città.
TOUR AL CIMITERO MONUMENTALE

Durata: 1 ora e mezza
Costo: 30 euro per adulto
Accompagnati da una guida esperta in storia dell’arte, visiteremo i luoghi più interessanti del famoso cimitero milanese. Un luogo ricco di arte e storia.
© Riproduzione riservata
Foto: dimorestoricheitaliane.it, passeggiatedautore.it, Bibliotecabraidense.org, visiteguidatemilano.it, milanoguida.com, aeccafe.com, dailybest.it, fondoambiente.it, reddit.com, italywhere.com, latuaitalia.ru, ambrosiana.it, conoscounposto.com, wearegaylyplanet.com, 3giorniamilano, guruwalk
