Terra di meravigliose cattedrali e sontuosi edifici civili, l’Italia ospita anche splendide sinagoghe, ossia i luoghi di preghiera ebraici. Questi edifici si trovano pressoché ovunque in tutto lo stivale. Non esistendo uno stile architettonico unicamente ebraico, le sinagoghe in Italia sono molto diverse tra loro.

In questo articolo vi proponiamo sette sinagoghe da non perdere assolutamente. Sette tra le più belle sinagoghe in Italia da visitare durante i vostri viaggi. Nell’articolo trovate anche dettagli storici e archittettonici e le informazioni su dove trovarle.

1. Stili delle sinagoghe in Italia

Generalmente, le sinagoghe italiane possono essere suddivise in due stili principali, che dipendono più dall’epoca storica nella quale sono state costruite, che non dal gusto dell’epoca. In entrambi i casi, i luoghi di preghiera ebraici in Italia sono dei veri e propri scrigni pieni di arte e cultura.

Del ghetto

Le sinagoghe del ghetto sono sinagoghe che si trovano all’interno di edifici anonimi al loro esterno, in quanto la bolla papale del 1555 imponeva l’obbligo di non renderle riconoscibili da fuori.

Dell’emancipazione

Le sinagoghe della cosiddetta epoca dell’emancipazione, iniziata con l’Unità d’Italia nel 1861, sono luoghi simili alle cattedrali cattoliche, sia per dimensioni che per sfarzo.

2. Sinagoga di Casale Monferrato

La sinagoga di Casale Monferrato, in Piemonte, è un classico esempio di sinagoga della cosiddetta era del Ghetto, in quanto dall’esterno questa appare completamente spoglia. Tuttavia, le sue meravigliose decorazioni interne mostrano uno degli esempi meglio riusciti di arte barocca piemontese, rendendola una delle sinagoghe più belle di tutto il paese.

A causa del calo demografico della locale comunità ebraica, la sinagoga ha vissuto per molto tempo un periodo di totale abbandono, conclusosi con il restauro avvenuto nel 1969, che ne ha salvato la bellezza. Oggi la sinagoga e l’attiguo museo ebraico, che ospita una vasta collezione di candelabri ebraici, ossia le Menorah, sono aperti alle visite dei turisti e solo saltuariamente come luoghi di preghiera, dato che in città rimangono ormai solo due famiglie di religione ebraica.

sinagoga casale monferrato

L’interno della Sinagoga. Foto: trameditalia.it

Maggiori informazioni

  • Indirizzo: Vicolo Salomone Olper 44, Casale Monferrato (AL)
  • Sito web di riferimento per visite: clicca qui.

 

3. Sinagoga di Gorizia

Inaugurata al culto ebraico nel 1756, la sinagoga di Gorizia sorge in Via Ascoli, un tempo sede del ghetto cittadino. Oggi riconoscibile anche da fuori grazie alle modifiche strutturali avvenute nel 1894. Anche questa sinagoga nasce nell’epoca del ghetto, quando non poteva essere riconosciuta all’esterno. In seguito alla Shoah, durante la quale la comunità ebraica locale venne pressoché annientata, la sinagoga venne totalmente abbandonata, fino a quando il comune di Gorizia non ne divenne proprietario, ristrutturandola completamente nel 1990.

Gestita dall’Associazione no-profit “Amici d’Israele”, la sinagoga oggi è aperta al pubblico come sito turistico. All’interno del complesso sinagogale si trova anche il Museo della Gerusalemme sull’Isonzo, che racconta la storia della vibrante comunità ebraica goriziana. All’interno, la sobria e grande sinagoga di rito ashkenazita ricorda le sinagoghe del Ghetto di Venezia, con il suo pregiato Aron HaKodesh, ossia l’armadio all’interno del quale si trovano i rotoli della torah, decorato con quattro colonnini di marmo, e la bimah di legno, dalla quale viene letta la Torah.

sinagoga gorizia

L’interno della Sinagoga. Foto: torzeando.com

Maggiori informazioni

  • Indirizzo: Via Ascoli 19, Gorizia (GO)
  • Sito web di riferimento per visite: clicca qui.

 

4. Sinagoga di Siena

La sinagoga di Siena sorge nel pieno centro medievale della città, a pochi passi dalla celebre Piazza del Campo. Come le altre sinagoghe d’epoca del ghetto, anche la sinagoga di Siena è irriconoscibile da fuori, se non fosse per le lapidi dedicate alla Shoah ed altri eventi legati alla storia della locale comunità ebraica.

Come anche per le altre sinagoghe dell’epoca del ghetto, anche quella di Siena si presenta tanto disadorna all’esterno, quanto ricca di dettagli a suo interno. La stanza di preghiera si trova al secondo piano dell’edificio ed è in stile neoclassico, e risente dell’influsso del celebre architetto Luigi Vanvitelli, che in quegli anni lavorò anche a Siena. Per il completamento dei lavori ci vollero 30 anni, dal 1756 al 1786, durante i quali vennero utilizzati i migliori materiali in commercio.

Una particolarità della sinagoga è rappresentata dal matroneo, ossia lo spazio riservato alle donne, che si trova fuori dalla stanza di preghiera. Infatti, le donne potevano assistere alla preghiera da una stanza adiacente, oggi utilizzata per delle mostre temporanee, tramite le finestre che si aprono sulla stanza della sinagoga.

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L’interno della sinagoga di Siena. Foto: facebook

Maggiori informazioni

  • Indirizzo: Vicolo delle Scotte 14, Siena (SI)
  • Sito web di riferimento per visite: clicca qui.

 

5. Sinagoga di Modena

La curiosità principale legata a questo edificio è senz’ombra di dubbio rappresentata dalla sua facciata. Infatti, la sinagoga, o Tempio Israelitico, di Modena è dotato di due facciate pressoché identiche: una che da sulla centralissima Piazza Mazzini, e l’altra su via Coltellini. Probabilmente la facciata originale era quella che dava sulla via, ma in seguito all’emancipazione, ossia al periodo nel quale gli ebrei ottennero gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini, venne deciso di costruire la seconda facciata, molto più visibile dalla piazza.

La sinagoga nasce infatti come sinagoga del ghetto, ma nel 1873 venne completamente ricostruita per volere della comunità. A suo interno la sinagoga si sviluppa su una pianta circolare, con colonne corinzie marmoree che sorreggono il matroneo. L’Aron HaKodesh, anch’esso sorretto da due colonne decorative di marmo blu, si trova su un piano leggermente rialzato.

sinagoga modena

La facciata della sinagoga. Foto: bologna2000

Maggiori informazioni

  • Indirizzo: Piazza Giuseppe Mazzini 26, Modena (MO)
  • Sito web di riferimento per visite: clicca qui.

 

6. Sinagoga di Via Gustalla, Milano

Milano è sede della seconda comunità ebraica più popolosa d’Italia dopo Roma, con circa 10.000 membri. Di conseguenza, in città si trovano diversi luoghi di preghiera ebraici, ma nessuno di essi è comparabile, in termini artistici e storici, alla sinagoga di Via Guastalla, inaugurata nel 1892.

Perlopiù distrutta durante la Seconda guerra mondiale a causa di un bombardamento alleato, la sinagoga di via Guastalla a Milano venne totalmente ricostruita nel 1947 e poi ristrutturata alla fine degli anni ’90. Uno dei pochi dettagli salvati dal bombardamento fu la maestosa facciata di trenta metri in stile eclettico, che domina sui giardini della Guastalla, posti di fronti alla sinagoga.

All’interno, la sinagoga rettangolare a tre navate si presenta in stile moderno, con un grande matroneo posto su tre lati della stanza, e l’Aron HaKodesh incastonato in una grande nicchia decorata in marmo oro e blu con scritte in ebraico.

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La facciata della sinagoga. Foto: viaggineltempo

Maggiori informazioni

  • Indirizzo: Via della Guastalla 19, Milano (MI)
  • Sito web di riferimento per visite: clicca qui.

 

7. Sinagoghe di Ancona

Il capoluogo marchigiano vanta una storia ebraica millenaria. Nella zona dell’antico ghetto, in via Astagno, all’interno di un anonimo edificio, sorgono le due sinagoghe: quella di rito levantino, o spagnolo, del 1876, e quella di rito italiano, qui trasportata nel 1933, quando l’edificio dove si trovava in origine fu demolito.

La sinagoga di rito italiano, posta al piano terreno e non più in uso per scopi religiosi, è piccola ma riccamente decorata, grazie al suo Aron di legno dorato con porte argentee raffiguranti le tavole della Torah, e la bimah, anch’essa di legno aureo, coperta da un baldacchino sostenuto da colonne.

Al primo piano, invece, troverete la sinagoga di rito levantino. Questa è più grande della sinagoga italiana, e presenta dei grandi lampadari in ottone, un Aron di legno dotato di fregi e volute, e una bimah proveniente dall’antica sinagoga di Pesaro, sempre nelle Marche.

Ad Ancona merita anche una visita l’antico cimitero ebraico, che si trova in cima alla montagna Cardeto, a picco sul mare. Il cimitero è in funzione dal XV secolo, e vale la pensa una visita sia per la straordinaria posizione panoramica, che per le sue lapidi artistiche.

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L’interno della sinagoga. Foto: ETVmarche

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  • Indirizzo: Via Astagno 10, Ancona (AN)

 

8. Sinagoga di Torino

La sinagoga di Torino è uno dei migliori esempio di architettura neo-moresca presente in Italia. Costruita nel 1884 sui progetti di Enrico Petiti, la sinagoga presenta un corpo principale, circondato da quattro torri, una per ciascun angolo dell’edificio. A causa di un bombardamento alleato, durante la Seconda guerra mondiale l’edificio venne fortemente danneggiato, e nel 1945 il genio civile del capoluogo piemontese riuscì a salvare l’edificio quasi per miracolo. 

Prima dell’attuale sinagoga, la comunità ebraica aveva assunto, nel 1861, l’architetto Antonelli affinché costruisse una maestosa sinagoga che sancisse la totale parità della comunità ebraica col resto della nazione, celebrando l’Unità d’Italia. Tuttavia, durante la costruzione, i costi si fecero talmente alti, che la comunità ebraica fu costretta a vendere l’edificio al Comune di Torino, che ne fece il Museo dell’Indipendenza. Oggi, quella che sarebbe dovuta essere la sinagoga di Torino, è diventata niente di meno che il simbolo della città, la Mole Antoneliana

Facciata della sinagoga di Torino. Foto: Guida Torino

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9. Curiosità: Sinagoga di Conegliano Veneto 

Nonostante oggi le tracce della presenza ebraica a Conegliano veneto, nell’alto trevigiano, siano poche, la città vanta un ricco passato legato alla minoranza ebraica, oggi testimoniato dal cimitero ebraico cittadino, unico luogo fisico ebraico rimasto in città.

L’antica sinagoga, costruita nel 1701, sorgeva in un edificio anonimo del centro cittadino, dove la piccola ma vivace comunità locale si riuniva, fino alla sua completa estinzione demografica, dovuta al trasferimento dei suoi membri in città venete più grandi, quali Venezia o Padova. Di conseguenza la sinagoga finì per rimanere abbandonata, almeno fino al 1918, quando un rabbino militare dell’esercito austro-ungarico, in piena Grande Guerra, vi celebrò una funzione insieme ad altri quattro soldati di religione ebraica.

Nel dopoguerra l’edificio della sinagoga venne abbattuto, ma lo spazio di preghiera riuscì a salvarsi. Infatti, grazie all’opera di alcuni ebrei italiani residenti a Gerusalemme, tutti gli arredi della sinagoga vennero tratti in salvo e portati a Gerusalemme, dove la sinagoga venne ricostruita ex novo, con gli arredi originali. Oggi questo luogo, aperto alle visite all’interno del Museo di Arte Ebraica Italiana di Gerusalemme, viene regolarmente utilizzato dalla comunità ebraica italiana della capitale d’Israele. Una sorte simile è toccata a decine di sinagoghe abbandonate in Italia al termine del Secondo conflitto mondiale, che hanno trovato la loro nuova casa, con il medesimo uso, nello Stato d’Israele.

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Il cimitero ebraico. Foto: tesorisvelati

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  • Indirizzo del cimitero ebraico a Conegliano Veneto: Viale Gorizia, Conegliano (TV)

10. Libri sulle Sinagoghe in Italia

SINAGOGHE IN ITALIA

sinagoghe-in-italia

Un testo che ci porta alla scoperta delle sinagoghe in Italia. 50 edifici, prevalentemente nel centro-nord, offrono interni riccamente decorati secondo gli stili architettonici del tempo dal barocco al rococò. La guida nasce con l’esigenza di portare al grande pubblico il significato e la consapevolezza di un’eredità culturale, che si inserisce a pieno diritto all’interno del patrimonio storico-artistico italiano.

ARCHITETTURA JUDAICA IN ITALIA

architettura giudaica

Il volume fa parte della “Collana di Pietra” n. 10 – Università degli Studi di Palermo. Il volume contiene saggi e ricerche di studiosi che hanno lavorato sul tema dell’ebraismo ricercando, ognuno nello specifco della propria cultura insediativa, le tracce e le forme delle presenze ebraiche. 

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